martedì 8 maggio 2012
ANTONIO ZUCCARO A ZAGABRIA
Antonio Zuccaro, Ragazza di ritorno dal mercato di Zara. Zagabria, Museo d'Arte.
Originario di San Vito al Tagliamento, dove nacque nel 1815, Antonio Zuccaro decise di trasferirsi a Trieste nel 1853, dopo una formazione accademica a Venezia avvenuta tra il 1843 e il 1852 sotto la guida di Giuseppe Borsato e Ludovico Lipparini, perché "non trovò purtroppo nel suo paese quell'incoraggiamento che avrebbe dovuto attendersi"1.
Iniziò quindi a lavorare assiduamente nel litorale della Dalmazia soprattutto per la decorazione dei teatri (Sebenico, Zara, Spalato) e delle chiese esistenti nelle isole in quella fascia costiera, sino alla più remota isola di Corfù
LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO
Il "telero" per il duomo di Pola e altre opere di Pietro della Vecchia
Pietro della Vecchia, Jefte e la figlia. Collezione privata.
Un piccolo, aureo volume della sezione istriana della biblioteca Malabotta di Trieste, menziona la presenza a Pola di un lavoro di un importante pittore del Seicento veneziano: all’interno della sala XII del cittadino Regio Museo dell’Istria “la grande tela sulla parete di destra è opera di Pietro Muttoni, detto il Vecchia (sec. XVII). Il dipinto vuol ricordare la cacciata da Pola del vescovo Vergerio, eretico, morto nel 1548. Venne commesso al Vecchia dal vescovo di Pola Alvise Marcello, raffigurato nel dipinto stesso (il vescovo Marcello morì a Roma nel 1651). Al centro, sullo sfondo, è una chiesa a croce greca con facciata ornata da quattro semicolonne ioniche, sormontata da cupola, fiancheggiata da due campanili e con statue nel fastigio. Da destra si svolge una processione, dirigentesi verso il portale della chiesa, di cui i battenti vengono dischiusi da quattro angeli. Verso l’estremità destra le figure ingrandiscono fino al naturale. Domina la figura del vescovo Marcello. Sulla sinistra una turba in fuga, fra cui si notano figure di preti e quella di un vescovo. Anche da questo lato due grandi figure al vero in primo piano. Una di esse, rappresentante l’Eresia, mostra un uomo in atto di fuggire, in uno scorcio diagonale di buon effetto. Al centro, in basso, lo Spirito Santo. La pittura è tutta eseguita di tocco con risalti chiari su sfondo scuro. La grande tela si trovava nel presbiterio del Duomo di Pola. Salvata dall’incendio del 1923, venne restaurata nel 1929”.
LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO
ARTISTI E OPERE DEL SETTECENTO ALLA NARODNA GALERIJA DI LUBIANA: MIGLIORI, HENRICI, PAROLI
Francesco Migliori, Dio padre, la Madonna con il Bambino, san Giuseppe (o Pietro),
san Sebastiano, san Rocco, san Francesco d’Assisi e sant’Antonio da Padova.
Lubiana, Narodna galerija.
L’importanza di un museo si misura anche nella qualità dei suoi cataloghi, una considerazione che può essere applicata con giustezza alla galleria nazionale della capitale slovena, la cui pinacoteca è stata oggetto delle ricerche di Federico Zeri. L’ampia schedatura, condotta dal grande conoscitore assieme a Ksenija Rozman, su dipinti dal medioevo all’età contemporanea conservati presso la Narodna galerija e nel resto della Slovenia, si distingue per l’essenzialità e densità delle informazioni offerte in modo piano, secondo un modello catalografico tipicamente anglosassone.
Pur non giungendo sempre allo svelamento dell’autore di ogni opera considerata, il catalogo di Zeri e Rozman ha offerto dunque gli strumenti per ogni successiva attribuzione o approfondimento. È il caso di un modelletto per pala d’altare con Dio padre, la Madonna con il Bambino, san Giuseppe (o Pietro), san Sebastiano, san Rocco, san Francesco d’Assisi e sant’Antonio da Padova (fig. 1), pervenuto alla galleria di Lubiana dal locale Narodni muzej e correttamente assegnato a pittore veneziano della prima metà del XVIII secolo.
Se la presenza nel dipinto di santi dell’Ordine francescano e di Rocco e Sebastiano, patroni contro le epidemie di peste, hanno suggerito una commissione legata a tali due fattori, la questione della paternità della tela è, per usare le parole della stessa scheda, ancora aperta nonostante la sua indubbia qualità pittorica, ben ravvisabile nella fresca quanto attenta esecuzione dei panneggi, delle carni e, soprattutto, nella cura chiaroscurale dell’intera composizione.
LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO
Giunte al catalogo di Girolamo Brusaferro
Girolamo Brusaferro, Santa Caterina d’Alessandria. Parma, Pinacoteca Stuard.
“Seguì nella sua gioventù il Brusaferro la scuola del Cav. Bambini, dove apprese le buone regole del disegno, le quali, quantunque dopo abbandonasse in parte quei modi, gli servirono di buone guide per l’arte, e per essere tenuto un dotto pittore. Tentò anche di seguire la maniera di Sebastiano Rizzi; e infine formossi egli uno stile, che di tutti e due que’ Maestri partecipava; ma aveva insieme qualche cosa di originale”: sull’osservazione di Anton Maria Zanetti si basa giustamente tutta la fortuna critica del veneziano Girolamo Brusaferro (1677-1745), oggetto recente di una monografia e di un importante contributo riguardo la presenza di suoi dipinti in Croazia.Seguendo le parole dello Zanetti e gli ultimi studi appena menzionati4, è possibile aggiungere nuove opere al corpus pittorico di questo interessante mediatore in laguna tra la cultura chiarista tardobarocca e le novità artistiche internazionali del XVIII secolo impersonificate, per usare un’altra espressione zanettiana, dalla “felicità paolesca” di Sebastiano Ricci.
LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO
lunedì 7 maggio 2012
Aggiornamenti: LOMBARDIA | MOSTRE | EVENTI CULTURALI
Aggiornamenti: LOMBARDIA | MOSTRE | EVENTI CULTURALI: Mostre d'Arte in Lombardia - Aggiornamento settimanale - Leggi sulla rubrica Mostre della Lombardia
Aggiornamenti: VENETO | MOSTRE | EVENTI CULTURALI
Aggiornamenti: VENETO | MOSTRE | EVENTI CULTURALI: Mostre d'Arte in Veneto - Aggiornamento settimanale - Segui sulla rubrica "Mostre del Veneto"
Aggiornamenti: EMILIA ROMAGNA | MOSTRE | EVENTI CULTURALI
Aggiornamenti: EMILIA ROMAGNA | MOSTRE | EVENTI CULTURALI: Mostre d'Arte in Emilia Romagna - Aggiornamento settimanale - Segui sulla rubrica Mostre Emilia Romagna
Iscriviti a:
Post (Atom)



